Pedalando l’Apulia Bike Trail 2017 - di Paolo Lattanzio

Premessa

Circa un anno fa, grazie ai social,  ho conosciuto prima Giuseppe e poi Angelo ed ho potuto osservare  il loro lavoro di preparazione del trail pugliese,  apprezzandone  la “vivida passione” che li anima.

Quindi ho subito il fascino della filosofia del trail che,  unito alla mia voglia di scoprire la nostra terra per cercare, pedalando, di viverla e valorizzarla,  mi ha spinto ad iscrivermi alla prima edizione di “Apulia Bike Trail”.


Prologo

dalla stazione ferroviaria di Poggio Imperiale al villaggio Calenella di Peschici

Il primo giugno 2017 da Barletta prendo il treno regionale per Foggia dove incontro Nuccio, anche lui parteciperà al trail, e con lui il viaggio in treno diventa leggero perché ci immergiamo nei nostri racconti . . .  nelle nostre emozioni . . .  e passioni

A Foggia abbiamo circa un’ora di pausa per la coincidenza con il regionale per Termoli

Qui incontriamo Antonio, dei cicloamici Fiab di Foggia, e più tardi un altro dei cicloamici che ci parla del suo progetto per un cicloviaggio in Marocco:

molto affascinante. . . .

quindi saliamo sul regionale per Termoli;  Nuccio lascerà questo treno a San Severo dove incontrerà suo fratello Bartolo che vive a Macerata, insieme proseguiranno fino a Peschici con le ferrovie del Gargano.

Io comunque proseguo per Poggio Imperiale perché l’idea di arrivare in bici a Peschici è nata dalla mia voglia di scoprire, pedalando,  la costa nord del promontorio del Gargano.

La sera prima avevo disegnato al pc una traccia gps che mi avrebbe condotto a Peschici.

Giunto alla stazione di Poggio Imperiale inizio a pedalare, però nel tratto iniziale, attraversando le cave di Apricena, il percorso disegnato mi costringe a respirare tra  le “nuvole di polvere” che i numerosi camion, a servizio delle cave, sollevano al loro passaggio!

Dopo le cave di pietra giungo al santuario di San Nazario dove gli innumerevoli ex-voto testimoniano il fervore della fede delle genti che vivono in questi luoghi. Quindi pedalo sulla litoranea in direzione di Peschici e attraversoTorremileto, Capoiale, Foce Varano, Rodi Garganico e San Menaio.

C:\Users\motoGP\AppData\Local\Microsoft\Windows\Temporary Internet Files\Content.Word\IMG_4466.jpg Capoiale

Tra Rodi e San Menaio incontro un cicloturista/ciclonauta Norvegese che stava rientrando a casa dopo essere giunto a Palermo; era in viaggio da otto mesi e pur avendo davanti a sé tanta strada da percorrere mostrava una calma e serenità come se il tempo non esistesse, sarebbe rimasto a dialogare con me per ore . . . .  ma attratto dalle mie borse mi chiede:” quanto tempo starai fuori?”

Io imbarazzatissimo rispondo: “cinque o sette giorni”,  e lui con una pacca sulla spalla mi saluta!


Riprendo il mio viaggio e giungo, dopo pochi altri colpi di pedale, al villaggio Calenella dove trovo Giovannino comodamente seduto al bar . . .

C:\Users\motoGP\AppData\Local\Microsoft\Windows\Temporary Internet Files\Content.Word\GeoCam 2017_06_01_16_47.jpgl'arrivo al Villaggio Calenella di Peschici

Poi incontro Giuseppe che mi propone la sistemazione in un bungalow con Nuccio e Bartolo e mi invita a raggiungerlo in piscina.

Io non riesco a onorare  l’invito di Giuseppe perché,  dopo una doccia ristoratrice,  mi poggio sul comodo giaciglio della mia stanza e sprofondo felicemente in un sonno ristoratore!

Sono appagato dall’aver pedalato in luoghi meravigliosi: ad esempio tra Capoiale e Foce Varano c’è l’Isola Varano,  una zona dove è ancora la natura che detta le regole!

Per le h 19 ci rechiamo, naturalmente in bici,  al bar del villaggio dove ci vengono consegnati il pacco gara e la tessera Uisp ; intanto sopraggiungono gli altri iscritti al trail e alcuni di loro iniziano a settare le biciclette (molti sono giunti a Peschici con le bici smontate).

Dopo un briefing durante il quale Giuseppe ci dispensa consigli sull’itinerario e i suoi punti critici si va tutti insieme a cena

Io sono di fronte a Giovannino che durante la cena mi illustra la sua lodevole iniziativa imprenditoriale Italy bike friendly

Ma Giovannino, soprattutto, mi ha colpito per aver pedalato, partendo da Salerno il 31 maggio, senza soluzione di continuità fino a Peschici dove è giunto con Marco alle h 4 del mattino del primo giugno!

Quindi per me che sono già perplesso sulla mia reale preparazione fisica,  sull’assetto della mia bicicletta,  troppo carica,  e dall’inadeguatezza della tecnologia di navigazione gps di cui dispongo (solo uno smartphone senza connessione alla rete internet)  alla proposta di Giovannino, di unirmi l’indomani a lui e Marco per affrontare il trail, letteralmente scappo via!

Intanto Valeria, che era a tavola seduta al mio fianco, dialogando con il suo compagno Marco, concorda la partenza anticipata per l’indomani alle h 4 e io le chiedo di potermi unire a loro, ma Valeria precisa:  “Io sono leeeeeeeentissima!”

Con questi dubbi vado a letto e punto la sveglia alle h 3:30

2 giugno 2017

inizia il trail


L’indomani allo stridore della sveglia reagisco tacitandola, quindi mi giro sul fianco per poi svegliarmi alle h 4:30, fatta una frugale colazione sono pronto per le h 5 e mentre mi avvio i miei compagni di bungalow, Nuccio e Bartolomeo, si levano e mi augurano:  “buon trail

Quindi inizio a pedalare all’alba,  e uscendo  dal Calenella chiedo ad un addetto del villaggio se avesse visto Marco e Valeria partire,  egli me ne da conferma.

Pedalo

Davanti  me il sole si sta appena levando sulla città bianca di Peschici ma non riesco a fotografare degnamente questo spettacolo, che è rimasto scolpito nella mia mente

C:\Users\motoGP\AppData\Local\Microsoft\Windows\Temporary Internet Files\Content.Word\IMG_4481.jpg 2 giugno 2017 all'alba ha inizio il mio trail: ApuliaBikeTrail2017

Pedalo

Inizia la danza sui primi tornanti che mi accolgono all’interno della città di Peschici , ma giunto quasi alla sommità della città bianca punto lo  sguardo sullo  smartphone e mi accorgo di essere fuori traccia

“Ma dove sono uscito dalla traccia?”, mi domando, non mi era parso di vedere, salendo,  altre strade

torno indietro e scorgo degli scalini, unica alternativa ai tornanti su cui avevo pedalato, capisco quindi che Giuseppe e Angelo hanno si lavorato tanto per disegnare le tracce ma si sono anche diverti a giocarci qualche scherzo che a me che son troppo carico di bagagli costerà un po’ troppo. . . . . ma mi diverte tantissimo!

Giuseppe la sera prima della partenza mi aveva avvisato

Mi aveva detto che era previsto che ognuno di noi potesse consegnare un pacco all’organizzazione, e che lo avrebbe potuto poi ritirare ad Ostuni

Ma io non ho voluto dargli ascolto (nonostante la pacca sulla spalla ricevuta dal ciclonauta norvegese).

Sollevo la bici e inizio a salire gli scalini

Poi verifico la mia posizione sulla  traccia: “ok ci sono”

Proseguo

Attraverso una piazza e mi domando: “ perché?”

Io non vedo i waypoint e capisco solo dopo che la traccia attraversa la piazza perche c’è una fontanina per riempire le borracce

Dopo una sosta ad un bar per un cappuccino saluto Peschici

La traccia, dopo pochi colpi di pedale,  mi porta davanti ad un santuario

D:\Pictures\FOTO 2017\ABT2017\IMG_4487.JPGsantuario

e poi si inerpica per il passo delle rondini

Appena scollino una coppia di rondini si leva in volo quasi a darmi il benvenuto

Inizia una ripida discesa che, visto il mio carico, decido di affrontare a piedi

Poi ha inizio il sentiero nella foresta umbra con una lunga serie di chiudende, da aprire e chiudere, come giustamente ci aveva raccomandato di fare, nel briefing della sera prima, Giuseppe

Ora la foresta si infittisce e il sentiero diventa sempre meno visibile

Inoltre l’app che utilizzo non ha la bussola e il verso di navigazione non si aggiorna per cui spesso svolto nel senso opposto uscendo fuori traccia

Nella foresta umbra non ho la copertura della rete cellulare e temo che il mio dispositivo, essendo un A-gps, sia poco affidabile in tali condizioni.

In aggiunta ovunque volgessi lo sguardo mi sembrava di non cogliere differenze: gli alberi mi appaiono tutti uguali e, per un attimo, sono  in preda al panico

intanto dopo numerosi fuori traccia camminando a piedi tra l’ortica e altri arbusti pungenti riesco a rientrare in traccia e pedalo fino al sentiero pedonale della riserva Sfilzi

anche qui vado fuori traccia perché intravedo un sentiero che seguo, ma quando decido di verificare la mia posizione sulla traccia gps mi rendo conto di esserne uscito

torno indietro e capisco che bisogna procedere proprio su quel sentiero pedonale

D:\Pictures\FOTO 2017\ABT2017\IMG_4489.JPGsentiero pedonale Sfilzi – Casalini: il luogo della mia débâcle!”

ma la bici non passa

devo smontare le borse laterali

quindi passo

rimonto le borse

e mi avvio a piedi

questo mi sembra un single track

non so se gli altri partecipanti lo abbiano percorso pedalando

ma io lo identifico immediatamente, data la forte pendenza, in uno di quei tratti a spinta di cui ci aveva parlato Giuseppe nel briefing

spingo la bici ma subito sento che sono al di sopra della soglia anaerobica

ho troppo peso

ecco che mi risuonano le parole di Giuseppe e la pacca sulla spalla del ciclonauta norvegese

mi fermo

riprendo

mi fermo

riprendo . . . .

la mia débâcle

e così con questa andatura a singhiozzo procedo su questa irta salita promettendo a me stesso che se fossi riuscito a raggiungere “l’asfalto” avrei abbandonato il trail pedalando fino a casa!

e così feci.

giunto sulla provinciale che attraversa il cuore della foresta umbra pedalai fino a casa arrivando a Barletta alle h 17 circa.

Sabato 3:  riposo

Domenica 4

Per mia curiosità decido di percorrere la Zona quattro dell’ABT corrispondente alla valle d’Itria da Cassano delle Murge ad Ostuni

Mi reco in treno fino ad Acquaviva delle Fonti e pedalo per Cassano dove entro in traccia che seguirò con le mille difficoltà dovute al display dello smartphone: esso infatti in piena luce non consente una buona e immediata visibilità della “linea blu”, sovrascritta alla mappa, che mi indica il percorso da seguire

La traccia costruita dagli organizzatori mi risulta subito familiare visto che in questa zona sono presenti alcuni tratti della  greenway dell’Acquedotto pugliese


Proprio per questo motivo, anche se il 2 giugno avevo abbandonato il trail,  ho deciso di pedalare  nella Zona 4 Valle d’Itria del tracciato ApuliaBikeTrail2017

Durante la cicloesplorazione 2016 della via verde dell’acquedotto pugliese (http://www.aqp.bike) tra le città di Gioia del Colle e Noci non abbiamo verificato la ciclabilità delle strade di servizio aqp che insistono sul canale principale

Quindi approfitto della traccia disegnata da Giuseppe ed Angelo per effettuare questa cicloesplorazione:

il tratto aqp tra Gioia e Noci non è interamente percorribile perché non sfalciato e laddove si riesce a passare si tratta comunque di un affascinante single track su una via verde d’epoca, costruita già nel 1915,  unica in Europa!

Poi da Noci la traccia mi porta ad Alberobello

C:\Users\motoGP\AppData\Local\Microsoft\Windows\Temporary Internet Files\Content.Word\IMG_4505.jpg

Alberobello

dove mi fa scoprire gli angoli meno noti della città dei trulli costringendomi, come era avvenuto già a Peschici a camminare con la bici a mano lungo una strada con tanti gradini e tante botteghe tipiche

D:\Pictures\FOTO 2017\ABT2017\IMG_4501.JPG

la chiesa trullo

Adesso il percorso procede nella meravigliosa valle d’Itria verso Locorotondo, anche qui portandomi a scoprire il borgo, e quando giungo a Figazzano

D:\Pictures\FOTO 2017\ABT2017\IMG_4519.JPG

contrada Figazzano: qui ha inizio il tratto della greenway dell'acquedotto pugliese inaugurato nel 2014

la traccia si immette nuovamente sulla ciclovia dell’Acquedotto pugliese con i suoi meravigliosi ponti canale, una perfetta strada bianca,  terreno ideale per la mia gravel-bike.

Infine la traccia si dirige verso Pascarosa

D:\Pictures\FOTO 2017\ABT2017\IMG_4522.JPG

masseria fortificata

e giunge ad Ostuni, anche qui il percorso da seguire mi ha portato a scoprire gli angoli più nascosti dell’altra “città bianca” . . .

D:\Pictures\FOTO 2017\ABT2017\IMG_4529.JPG

il borgo di Ostuni

meta finale dell’ApuliaBikeTrail2017

. . . . numerosi passaggi su percorsi pedonali con tanti gradini, ove la bici l’ho condotta a mano,  mi hanno portato in intimo contatto con il borgo di Ostuni.

Infine sono giunto alla masseria Rienzo dove mi hanno accolto con gioia porgendomi una bottiglia dell’ottimo primitivo del Salento, l’unica terra pugliese che il trail non ha toccato ma che degusterò.

D:\Pictures\FOTO 2017\ABT2017\IMG_4530.JPG

l'arrivo alla masseria Rienzo

Cari Giuseppe e Angelo il mio plauso va soprattutto alla vostra di idea di attraversamento/visita a pedali dei centri abitati che da pugliese già avevo visitato in passato ma che grazie all’ ApuliaBikeTrail2017 ho potuto scoprire ed apprezzare per la prima volta!

Grazie ad Angelo e Giuseppe per la passione e l’impegno profuso nella costruzione di questo affascinante itinerario nella Puglia rurale . . .

. . . .che naturalmente mi prenoto a percorrere integralmente, spero, nella prossima edizione dell’ApuliaBikeTrail 2019

Consideratemi già iscritto!

Un caro saluto a tutti i partecipanti e complimenti a chi è riuscito ad arrivare sino ad Ostuni.

Barletta, 29 giugno 2017

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PS

. . . . se avessi accettato l’invito di Giovannino, che saluto, certamente avrei avuto molto di più da raccontare! . . .

. . . ma sono certo che per i lettori dei miei appunti sui pedali dell’ApuliaBikeTrail2017 la mia “débâcle” sul sentiero Sfilzi si è rivelata la loro “salut!”Salva

CALENDARIO NAZIONALE UBA 01

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