Schegge di ABT 2017 - di Paolo Lattanzio

Schegge di ABT 2017
Il racconto continua . . . . .

. . . poichè siamo dipendenti dai social, pubblico le foto della mia avventura ABT2017 in un album del mio profilo FB, specificando nelle varie didascalie una sintesi della mia esperienza e impegnandomi in futuro a percorrere le tracce che non avevo segnato con le mie ruote a giugno ’17.


Quale modo migliore di festeggiare un compleanno?
Il 21 novembre compio gli  anni e come di consueto festeggio questo evento tra bici e famiglia
In bici seguo una sorta di rituale propiziatorio  percorrendo 100 Km quale augurio per i fatidici “100 di questi giorni”,  poi mi fiondo a casa dove la famiglia mi aspetta per i festeggiamenti in pompa magna.
Quindi decido di pedalare nella Zona 3 Alta Murgia dell’ABT2017
ingresso in traccia a Minervino Murge,  in via Cappuccini
Una salita che qualche anno fa in sella alla mia bici da strada non ero riuscito a completare se non a piedi
alle h 7 circa inizio a pedalare da Barletta e dopo alcuni km squilla il cellulare
Angela e Raffaele di buon ora mi fanno gli auguri.
Intanto passa un ciclista a cavallo della sua bici da strada, un gioiello in carbonio,  e rallentando, avendomi visto fermo, mi chiede se tutto fosse in ordine
Io lo rassicuro e riprendo a pedalare
Lo raggiungo e chiacchierando . . .
le bici avanzano . . .
È un ragazzo di 68 anni che si presenta:
“mi chiamano il sindaco perché non rientro a casa se non dopo aver percorso almeno un centinaio di km”
Io lo ascolto in silenzio
Annuisco, articolo brevi risposte per risparmiare fiato che mi servirà in Alta Murgia
Giunti quasi a Montegrosso, frazione di Andria,  gli spiego il percorso che avevo in mente per giungere a Minervino ma il mio compagno a pedali,  che ha ruote con copertoncini da 23,  mi fa una contro proposta che accetto
Percorriamo una complanare della SS98 e più avanti ci immettiamo, svoltando a sinistra, sulla vecchia provinciale per Minervino Murge
Continuiamo a pedalare e il “sindaco” mi racconta praticamente tutta la sua vita, le sue gioie,  i suoi dolori . . .
La bici unisce
L’empatia che si stabilisce tra noi discende dal mezzo che stiamo cavalcando
Nel sopraggiungere a Minervino io chiedo una breve sosta per caricare la traccia Zona 3 di ABT2017
Verifico . . .
È come pensavo, per entrare in traccia devo salire da via Cappuccini
Quella salita che, come detto sopra, qualche anno fa non ero riuscito a terminare in sella alla mia bici da strada
Il “sindaco” però ha in mente un altro percorso
Ci scambiamo i recapiti telefonici
Ci salutiamo
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Ingresso in traccia: schegge di abt2017

Io inizio ad inerpicarmi su per quell’irta salta lastricata con grosse chianche che il tempo ha reso lisce come saponette
Tant’è che ci era capitato in passato, mentre la percorrevamo in auto sotto la pioggia, di temere per la nostra sicurezza, a causa della  perdita di aderenza delle ruote, mentre procedevamo in prima
pedalo
Inserisco da subito il rapporto più agevole
26x34
0,75 il rapporto di avanzamento
volevo essere certo di riuscire a riprendere il mio passo contro la forza di gravità che ti risucchia verso il basso quando le auto sarebbero sopraggiunte  a velocità sostenuta, costringendomi quasi a fermarmi tra quelle  in sosta sul lato sinistro della carreggiata
Infatti almeno quattro volte, per tale motivo, ho dovuto rilanciare la bici che il “sindaco” alcuni minuti prima aveva giudicato quasi con disprezzo
Mi aveva detto:  “peserà almeno il doppio della mia”
La sua infatti pesava meno di 7 Kg
La mia invece era vicino ai 20 Kg considerando le borse che sempre mi accompagnano
Ma ormai sono troppo affezionato a quella gravel  di quarta mano che avevo pian piano modificato rendendola unica
E poi la soddisfazione di pedalare su ruote auto-assemblate regala un piacere incommensurabile!
Le borse poi . . . .
Le borse sono irrinunciabili per chi come me parte senza meta e che, come un diesel aspirato vecchio modello, macina km e km senza esagerare con la velocità, sempre al suo passo, in ogni condizione, senza guardare l’orologio . . .
Quindi l’equipaggiamento è importante:
gilet antivento, maglie e guanti di vario peso, mantellina antipoggia, coprisella antipioggia per proteggere il morbido cuoio che allevia le mie pene,
copri-casco, camere d’aria, attrezzi vari, fili di scorta per freno e cambio, alcuni raggi, kit di primo soccorso, batteria ausiliaria e cavi  per ricaricare luci, navigatore  e cellulare, auricolari, alcune mappe e tabelle dati,  una molla per fissare la bici nel caso di trasferimento in treno, la macchina fotografica, una biro e la mia fedele agenda per gli appunti di viaggio
La borsa della merenda poi non può mancare, con banane, fichi secchi noci e mandorle
E per finire due borracce con circa un litro e mezzo  d’acqua che, per chi sta in sella tutto il giorno,  è solo una piccola quantità.

Ma continuo a pedalare
La forza è più nella determinazione che nelle gambe
Arrivo alla fine della salita senza nemmeno accorgemene
C’è l’ho fatta!
Giungo in piazza e dopo una fontanella, a destra, la strada riprende a salire
Ma la pendenza è più dolce
Poi noto alla mia sinistra un paesano che, armato di un sorriso beffardo,  mi urla:
 “c’è l’hai fatta a salire su per i Cappuccini?”
e io
Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
Proseguo e termino il secondo strappo,  giungo davanti alla chiesa di San Michele
Guardo la traccia e inizio a scendere dall’altro versante di Minervino che guarda alla Murgia, al Castello di Federico
Ma subito il bip del navigatore mi avvisa di essere fuori traccia
Torno indietro e dopo varie verifiche intuisco che la traccia mi porta giù per varie rampe  di scale
Quei gradini che mi avevano tratto in inganno a Peschici adesso si fanno burla di me anche a Minervino Murge,  il balcone della Puglia affacciato dalle propaggini nord delle murge sulla pianura dauna, sul mare Adriatico e guarda al promontorio del Gargano da cui eravamo partiti il 2 giugno.
quei gradini ti regalano sensazioni:
“volgi lo sguardo e senti l’odore del borgo immagini d’altri tempi si fissano nella mente”
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Ma mentre scendo le scale insorge dentro di me l’esclamazione:
“Siete dei fantastici bastardi!”
Il mio dolce pensiero va a Giuseppe e Angelo che si sono “molto divertiti “ a disegnare questa traccia
il trail, in fondo,  è un gioco
e io sono qui per “giocare” per coltivare il bimbo che è in me
Per festeggiare degnamente il mio compleanno
Riprendo adesso a pedalare in discesa
Ma  presto la strada prende a salire fino quasi a quota 600 m
Qui dominano le pietre della Murgia che progressivamente stanno lasciando il passo ai campi coltivati
per fortuna spesso si tratta di campi di foraggio per le greggi di pecore che qui sono al pascolo
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Dopo aver raggiunto il passo la strada diventa più buona con chi pedala,  ha pendenze negative
E mi ritrovo presto con il 53
Unico incontro a motore una fantastica R4 che qui, con le strade dissestate,  fa da padrona
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Per il resto è un susseguirsi di colori e di panorami mozzafiato che ti inebriano di una gioia primordiale ,  gioia pura!
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Adesso  inizia i vero divertimento
La traccia mi pone dopo una svolta a sinistra in un sentiero pietroso che castiga la mia gravel costringendomi a pedalare fuori sella con i freni sempre in allerta
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Quindi sbuco presso una masseria con un breve assaggio di puro fango che blocca i miei freni V-brake
Per fortuna al centro del sentiero l’erba fresca funge da spazzola, e riesco a disimpegnarmi
Adesso l’asfalto mi “regala” una breve salita che stempero con una sosta perché sono attratto da un gruppo di asini al pascolo tra cui uno albino
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Ma la parte più affascinante della traccia sta per arrivare
Svolto a sinistra costeggiando bosco Finizio e inizio a pedalare seguendo il faro di sua maestà
Il castello di Federico mi sovrasta donandomi nuove energie necessarie per superare altre prove impegnative che mi separano dalla meta finale
Attraverso infatti un masseria dove, mentre apro e richiudo una chiudenda,  un gruppo di cani mi fa “compagnia” abbaiando ostinatamente per difendere il loro territorio
Io non mi scompongo
Mentre il loro padrone cerca di richiamarli invano
Richiudo e riprendo a pedalare giungendo infine all’ingresso della pineta che colora di verde smeraldo la collinetta sovrastata dal Castello
Dopo un primo “strappetto”, che percorro a spinta, salto in sella ma ad una svolta a destra il sentiero si presenta con molti sassi e con una pendenza tale che mi pare un muro, tanta è la fatica  per percorrerlo a spinta
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Dopo vari “stop and go”  giungo al cospetto del Castello
che in quel momento, più che mai, mi appare in tutta la sua magnificenza
Lo avevo conquistato seguendo la traccia dell’Apulia Bike Trail 2017
BUON COMPLEANNO PAOLO
esclamo a me stesso
Ma ormai è tardi e mi lancio in discesa verso casa
Devo rientrare,  la famiglia mi aspetta per festeggiare
Ciao
spero di incontrarvi in traccia
prossimamente . . .
Barletta, 21 novembre 2017
Paolo Lattanzio
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